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9 febbraio 2013

il crogiuolo di mamme

Il crogiuolo di mamme si trova ogni giorno, due volte al giorno, fuori dalla scuola.

Mattina e sera.

Sera e mattina.

Tutti i giorni del calendario scolastico, dal lunedì al venerdì. Alle 8 e 30 la mattina e alla 16 e 30 il pomeriggio.

Il crogiuolo di mamme è composto sempre dalle solite mamme.

C’è la mamma che anche se ti vede una volte ogni morte di papa  ti saluta spalancando la bocca e chiamandoti “carissima” e schioccandoti due gran baci, uno per guancia.

C’è la mamma sportivona,che ti dà la pacca sulla schiena che tra un po’ ti ribalta.

C’è la nonna (mamma alla seconda, quindi a maggior ragione pilastro del crogiuolo di mamme) che difende sempre e in maniera incondizionata il nipote.

E così via.

Ma il minimo comun denominatore del crogiuolo di mamme è l’odio per le maestre.

Il crogiuolo odia le maestre e lo fa in maniera scientifica.

Alle festine di compleanno del sabato pomeriggio, il crogiuolo di mamme si isola e si mette in disparte. Se passi di lì per caso e chiedi di cosa stiano parlando di bello, ti dicono che stanno organizzando la prossima festa di compleanno, ma dicendo te lo nascondono con un gesto veloce e un po’ colpevole le agende e le biro.

Il crogiuolo di mamme, in realtà, sta organizzando un vero e proprio golpe per destituire (defenestrare?) le maestre.

Il crogiuolo di mamme, quello moderno, utilizza anche email e sms per meglio organizzare il golpe.

Parte una, di solito la più sfrontata, quella che parla sempre a voce incredibilmente alta ma sostiene che il motivo per cui la figlia a casa urla è che sente urlare le maestre. Dicevamo: parte una con una mail (scritta senza qualsiasi forma di cortesia o di saluto e scritta tutta in maiuscolo, ça va sans dire) e tutte le vanno dietro. Finchè una delle mamme appartenenti al nocciolo duro del crogiuolo decide che non è il caso di parlarne via email, ma bisogna vederci di persona, ovviamente al di fuori delle mura scolastiche  (qualcuno, in quelle occasioni, potrebbe decidere di mandare, ad esempio, un papà e il papà, si sa, destabilizza profondamente il crogiuolo di mamme). Quindi parte l’idea di una “pizzata di mamme”.

Parte la fase sms. In cui quella che ha preso in mano la situazione, manda millanta sms al minuto (uno a tutte le mamme con testo, più svariati vuoti perché, anche se motivata, l’organizzatrice si incasina comunque col cellulare) in cui si discute per decidere il giorno.

Dopo circa una settimana alla media di 25 sms al giorno, si decide il giorno e il luogo.

 

Al momento siamo a 3 giorni dalla dannata pizzata di mamme.

Diciamo che io, per motivi lavorativi posso evitare sia la mattina che il pomeriggio il crogiuolo di mamme, delegando di volta in volta il papà, la nonna o il postscuola.

Ma che ogni tantomi tocca e che comunque mi toccherà anche la pizzata.

 Oggi la mamma stakanovista del “carissimaaaaaaaa” mi ha baciata chiedendomi se sarei andata mercoledì sera alla pizzata. Le ho detto che per loro avrei rinunciato addirittura alla terza serata del festival di sanremo. La stakanovista mi ha guardata sguercia, non capendo se la stavo coglionando o se stessi palando sul serio.

 Purtroppo parlavo sul serio. Purtroppo mi toccherà rinunciare almeno alla prima parte della terza serata del festival di sanremo.

Ma, tengo a sottolineare (e lo farò anche in seduta plenaria, davanti al crogiuolo di mamme al completo), che se lo farò sarà solo perché mi preme tenere la parte delle povere maestre e, di conseguenza, dei nani.

Le maestre del nano fanno assolutamente quello che possono, non un mm di meno.

Il nano è in seconda elementare, in una classe con diversi casi umani (per sintetizzare) e quindi io non mi sento assolutamente di andare a sindacare su come svolgono il programma le maestre, sul fatto che la classe del nano è indietro rispetto alla seconda A e così via.

Sottolineerò anche il fatto che mi sono commossa (ripeto: commossa) quando il nano mi ha raccontato che il suo amico Mustafà gli aveva spiegato come si scriveva in arabo la parola “ciappetto”. Non solo per il fatto che mi pare commovente che il nano e Mustafà parlino della parola “ciappetto”, ma anche e soprattutto per il fatto che il nano aveva interagito con Mustafà, che Mustafà gli aveva spiegato che in arabo si scrive da destra a sinistra, con caratteri strani e un po’ buffi e così via.

La vera cosa che mi dispiace è che alla pizzata di mamme (e sempre al crogiuolo di mamme) non ci sarà la mamma di Mustafà e neanche la mamma di Ma Guo Iy perché le ringrazierei di quanto i loro nani stanno insegnando al mio nano e ringrazierei anche le maestre che rendono possibile questa cosa FONDAMENTALE (lo scrivo tutto maiuscolo, proprio come la mamma sfrontata) per dei nani in seconda elementare.

In occasione della dannata pizzata, mi premerà far sapere al crogiuolo di mamme che in seconda elementare è giusto tenere il ritmo del meno veloce. È giusto che i nani imparino la tabellina del 4 ma, prima e soprattutto, che capiscano che il vivere in una società implica varie cose, tra le quali il conoscere e il rispettare delle diversità, che non sono limiti ma fonti di arricchimento.

Mercoledì sera, in pizzeria, terrò il mio pistolotto al crogiuolo di mamme e poi me ne tornerò a casa, a vedere la terza serata di sanremo.

Tò mò.




permalink | inviato da billo il 9/2/2013 alle 11:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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